La Terra contiene circa 10g di carbonio: la grande maggioranza si
trova nelle rocce sedimentarie sotto forma di carbonati (6.5
10
g) e composti organici (1.56
10
g). Se non
esistesse vita sulla terra la concentrazione di anidride carbonica
nell'atmosfera sarebbe essenzialmente determinata dal ciclo di Fig. 2 che
coinvolge oceani e atmosfera. Il carbonio passa dall'atmosfera agli oceani
mediante lenti processi di natura chimica. In primo luogo la CO
presente in atmosfera può disciogliersi nelle acque (legge di Henry, la
solubilità è proporzionale alla pressione parziale del gas), dove
poi formerà ioni carbonato e bicarbonato. In secondo luogo la CO
atmosferica, a contatto con rocce silicee, le degrada ed i carbonati
prodotti dalla degradazione vengono trasportati dai fiumi agli oceani.
Comunque vi arrivi, lo ione carbonato in acqua, in presenza di calcio, forma
carbonato di calcio (calcare). Grazie alla bassa solubilità del
carbonato di calcio si realizza una ``pompa oceanica'' che rimuove la
CO
dall'atmosfera per depositarla in forma di carbonati nei sedimenti
oceanici. Tuttavia i lentissimi movimenti di subduzione portano i sedimenti
nella crosta terrestre dove ad elevate temperature e pressioni avvengono
fenomeni di metamorfismo: il carbonato di calcio viene riconvertito in
silicato e l'anidride carbonica ritorna quindi in atmosfera per
l'attività di vulcani e fumarole. Secondo Berner et al. (Berner, Lasaga
et al. 1983) questo ciclo è in grado di mantenere la concentrazione
atmosferica di CO
tra 200 e 6000 ppm (parti per milione).
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In realtà il ciclo del carbonio è profondamente influenzato dalla
presenza di vita sulla terra. Solo una piccola parte del carbonio (40
10
g) è presente nei comparti attivi (cioè con
minore tempo di residenza), come l'atmosfera o gli organismi viventi sulle
terre emerse e negli oceani. Ma è fra questi comparti che si realizzano
i flussi maggiori: attraverso processi biologici, come ad esempio la
fotosintesi e la respirazione aerobia ed anaerobia, il carbonio, in
forma di anidride carbonica (CO
) ed in misura molto minore di metano
(CH
), viene trasferito dall'atmosfera alla componente biotica sulle
terre emerse e negli oceani e viceversa. Inoltre l'azione di molti organismi
marini che si costruiscono scheletri di carbonato di calcio aumenta
l'efficacia della pompa oceanica di CO
. Vediamo quindi come è
fatto il ciclo del carbonio completo della componente organica. È da notare
che questo ciclo, a differenza di quello di altri elementi, non implica
necessariamente la presenza di decompositori al suo interno in quanto gli
autotrofi prelevano il carbonio di cui hanno bisogno nella stessa forma
(CO
) in cui il carbonio viene emesso da tutti gli organismi nel
processo di respirazione. Anche senza decompositori, che peraltro sono
comunque presenti, il carbonio continuerebbe a percorrere ciclicamente gli
ecosistemi, accumulandosi però nella MOM.
La Fig. 3 illustra il ciclo globale del carbonio a livello dell'intera terra:
atmosfera, terre emerse e oceani. Si tenga presente che fino alla metà del secolo
diciannovesimo la concentrazione di anidride carbonica nell'atmosfera era relativamente
costante: circa 280 ppmv (cioè 280 parti per milione in volume) come mostrato in
Fig. 4. Ricordando che volumi uguali di gas diversi alla stessa temperatura e pressione
contengono lo stesso numero di molecole, ciò vuol dire che c'erano 280 molecole di anidride
carbonica ogni milione di molecole di aria. Si può calcolare con gli opportuni coefficienti
di conversione che 280 ppm equivalgono a 2.18 x 10 g di CO
e quindi a 594 Pg di C
(Pg = Petagrammi = 10
grammi). Attualmente la concentrazione di CO
è di circa
380 ppm. La Fig. 3 riporta invece la situazione intorno al 1985 quando la quantità
di carbonio nell'atmosfera era di circa 720 PgC (equivalenti a una concentrazione di
anidride carbonica di circa 340 ppm).
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Sono necessari alcuni commenti al diagramma di flusso di Fig. 3. In primo luogo
notiamo che nonostante il comparto dei consumatori e dei decompositori
terrestri sia molto piccolo (inferiore a 1 PgC) rispetto a quello delle
piante, il suo contributo in termini di flusso di CO dovuto alla
respirazione è pari a quello delle piante (60 PgC a
. Per
quanto riguarda gli oceani abbiamo indicato per le piante acquatiche
(essenzialmente fitoplancton) il flusso netto, differenza tra fotosintesi e
respirazione, che ammonta a 40 PgC a
. Un flusso di uguale
entità, ma in senso opposto, è quello dovuto alla respirazione di
consumatori e decompositori acquatici.
Un discorso accurato merita lo scambio di carbonio tra atmosfera e oceani. Come già detto sopra, l'anidride carbonica si discioglie nell'acqua seguendo la legge di Henry, ma reagisce poi con l'acqua formando carbonati
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Il comparto dei combustibili fossili ha naturalmente una grande importanza.
L'accumulo di combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) è dovuto al
fatto che una parte del carbonio organico nel corso di miliardi di anni
è scampato all'ossidazione: una parte delle piante e degli animali sono
rimasti sepolti in paludi o sedimenti marini in cui erano assenti sia
l'ossigeno sia i decompositori anaerobi (particolari batteri che possono
funzionare anche in assenza di ossigeno). Tuttavia la gran parte del
carbonio non ossidato non è nei combustibili fossili, ma nei sedimenti,
che contengono circa 1000 volte più carbonio del compartimento dei
combustibili fossili. Tale carbonio non è però utilizzabile
dall'uomo per produrre energia. Nel ciclo del carbonio preindustriale il
flusso di CO dai combustibili fossili era praticamente trascurabile,
mentre ora non lo è più, ammontando a circa 5 PgC a
. Anche
la deforestazione e più in generale la distruzione della vegetazione
provocano un'ulteriore flusso verso l'atmosfera dovuto all'attività
dell'uomo (circa 2 PgC a
). Si noti che il comparto atmosferico non
è in condizioni stazionarie in quanto la somma dei flussi di carbonio
entranti è maggiore della somma di quelli uscenti. Infatti (almeno per i
dati del 1985 riportati in Fig. 3) si ha una compensazione dei flussi di
fotosintesi e respirazione negli ambienti terrestri e un assorbimento da
parte dell'oceano di 107 - 105 = 2 PgC a
, ma questo bilancia solo
parzialmente il flusso di 5+2 = 7 PgC a
dovuti all'attività
antropica.